Ciao sono Mario Fabbri …MF sculture, sono un autodidatta con una passione innata per la scultura in legno , nelle mie creazioni cerco di far rivivere le emozioni ed i movimenti…..

La storia di MFsculture, la mia storia, assomiglia un po’ a una sfera su un piano inclinato, che comincia a muoversi lentamente e, acquistando sempre maggiore velocità, raggiunge mete inaspettate per quella che era nata soltanto come semplice passione. Tarquiniese, di adozione, ex proiezionista al Cinema Etrusco, attualmente magazziniere, artista scultore del legno e da sempre appassionato a questo caldo materiale. Il punto di partenza di quella famosa sfera: «Ho cominciato verso i quattordici anni, con un pezzetto di legno e un coltellino, tanto per ingannare il tempo. Nient’altro che un hobby con cui riempire le ore lasciate libere dallo studio e poi dal lavoro. Pubblico volentieri le foto delle mie creazioni sui social, così accade che alla fine del 2017 mi contatta Dario Trentini (Hardwood Putters di Bologna), «Lui ha un’azienda che produce putters in legno, mazze per il golf, veri gioiellini del made in Italy, ed espone in tutti i maggiori tornei di golf internazionali: Dubai, Parigi, Helsinki… mi propone di abbellire il suo stand itinerante con le mie statue a tema golf. Una grande opportunità: ho cominciato ad acquisire visibilità in tutto il mondo. Da lì ho capito che qualcuno si stava accorgendo di me.
Quello che rende particolare le mie creazioni nel settore è il fatto di realizzare quasi esclusivamente opere a tema sportivo. “Ho giocato a calcio, come tutti i ragazzi italiani, ma niente di più. Ho pensato, non vincerò mai una coppa, un trofeo… allora me li faccio da solo! Dove non arrivo con il fisico, arrivo con la fantasia” ed ecco uscire dalle mie mani raffigurazioni stilizzate di atleti e di gesti sportivi, espressioni e movimenti eternati nella calda sostanza del legno. Pallavolo, motociclismo,ciclismo,sport paralimpici, atletica leggera, karate: ogni sport accende il mio estro e la mia fantasia. Assolutamente autodidatta, visto che non ho frequentato accademie o scuole d’arte, ma che probabilmente è ben presente nel mio DNA: mio zio Franco Mauro Franchi è un artista di fama internazionale, che insegna scultura all’Accademia di Belle Arti di Massa Carrara . Nel Marzo 2018 ho realizzato un bassorilievo per Bebe Vio, La raffiguro in pedana, nell’atto di volersi alzare da quella carrozzina da cui mena micidiali stoccate di fioretto. Bebe, e il suo urlo da leonessa vittoriosa in faccia alla sorte. Le regalo la mia scultura in occasione della coppa del Mondo, a Pisa e Bebe mi contraccambia con un sorriso che vale quanto un primo premio. Nell’ estate del 2018 ho organizzato la mia prima mostra personale a Tarquinia, l’ho chiamata “Non sempre al quarto posto”, nello sport si dice che il quarto posto vince la medaglia di legno, Ma di legno si possono vincere anche primi premi
.La sfera dell’inizio della mia storia sta rotolando sempre più velocemente. Ecco che arriviamo al grande Torino, altro mio amore incondizionato, sono nato nella capitale sabauda , mio padre è di Moncalieri, abitavamo di fronte alla Fiat Mirafiori, ho fatto le elementari lì, poi ci siamo trasferiti a Tarquinia, paese natale di mia madre. Il Torino è una delle “squadre del cuore” degli italiani, una squadra che si ama indipendentemente dal proprio tifo sportivo, forse per il tragico incidente aereo di Superga del maggio 1949, in cui perì l’intera squadra all’apice del trionfo sportivo, un evento che lasciò sgomento l’intero Paese, forse perché quella squadra è l’emblema di un calcio che oggi si fatica a ritrovare, fatto di sacrificio, abnegazione, valori umani; un calcio di cui era simbolo Valentino Mazzola, il capitano della squadra, morto anche lui a Superga; ” un vero tifoso granata tiene sempre presente il passato glorioso della squadra”,ed è questo lo spirito che permea la mia opera: un bassorilievo in morbido legno di paulonia che raffigura la squadra al completo. L’ultima immagine felice prima della tragedia. Sullo sfondo, la basilica di Superga e la Mole. E nel cielo l’unico punto di colore.